Microbiota e Sindrome Fibromialgica, possibile correlazione?

Pubblichiamo di seguito la relazione a seguito dell’incontro del 21 Dicembre scorso:

A Cura della Dott.ssa Valentina Verzé

Il microbiota al giorno d’oggi è oggetto di studio in quanto si sta dimostrando un fattore estremamente coinvolto in diversi meccanismi patologici.
Il microbiota è un ecosistema complesso e dinamico, costituito da batteri, funghi e virus che si sono adattati a vivere nella mucosa dell’intestino. Può arrivare a raggiungere un peso pari a 800gr/1 kg. Oltre al microbiota esiste anche il microbioma che racchiude l’insieme di geni che formano il microbiota. All’interno del microbioma coesistono più di mille specie batteriche e la quantità di cellule microbiche nel lume intestinale risulta essere 10 volte maggiore al numero di cellule presenti in tutto il nostro organismo.
Negli individui adulti e sani, la composizione risulta essere pressoché stabile con una concentrazione di ceppi batterici protettivi superiore rispetto a ceppi potenzialmente dannosi; questo è in gradi di garantire una divisione benefica ed efficiente delle attività che si svolgono a livello intestinale.
Il rapporto che si va a creare tra microrganismi e organismo umano è un rapporto simbiotico ovvero in grado di portare benefici da entrambe le parti.
L’organismo infatti mette a disposizione un habitat ricco di nutrienti derivanti dagli alimenti contenenti fibra che non vengono digeriti ed, i ceppi batterici, scompongono ed elaborano i residui alimentari producendo particolari prodotti noti come SCFA ovvero acidi grassi a catena corta.
La distribuzione dei microrganismi è diversificata lungo tutto il tratto gastrointestinale in quanto le caratteristiche dell’ambiente variano e, connesso a ciò, varia anche la capacità dei ceppi batterici di svilupparsi. La concentrazione massima si raggiunge a livello del colon con 10¹²-10¹⁴ UCF/ml.
Il microbiota si sviluppa nei primi anni di vita e viene condizionato fin da subito da due fattori:
-la modalità del parto: se parto vaginale o cesareo
– la tipologia di nutrizione: allattamento al seno o tramite latte artificiale.

Nella fase di infanzia/adolescenza intervengono anche altri elementi tra cui: alimentazione, sistema immunitario, pubertà e stile di vita.
Nell’adulto quando si è creata “l’impronta individuale” del microbiota, il passaggio da una situazione di equilibrio ad uno di alterazione può essere a sua volta determinato oltre dai fattori sopra citati, anche dal consumo di farmaci, antibiotici, situazioni di stress o dalla scelta di adottare una dietra estrema. Questo porta inevitabilmente ad un aumento di batteri specifici coinvolti nella produzione di metaboliti tossici che innescano un processo infiammatorio determinando un aumento della permeabilità intestinale.
L’alterazione del microbiota porta allo sviluppo di una serie di problematiche quali: diarrea, sindrome del colon irritabile, malattie infiammatorie dell’intestino, patologie epatiche, tumore al colon ma anche allergie, intolleranze, obesità e diabete.

Il sistema intestinale viene anche chiamato secondo cervello in quanto è correlato da una serie di neuroni che comunicano con il SNC all’intestino, andando a costituire il famoso asse: intestino-microbiota-cervello. Pertanto situazioni come lo stress, sensazioni negative vanno a mutare i ritmi, la peristalsi, la produzione di enzimi e così via, modificando la funzionalità intestinale.  In modo particolare il secondo cervello interagisce anche con la produzione di un neurotrasmettitore in particolare che è la serotonina che regola il tono dell’umore e che viene prodotta per il 95% dalle cellule intestinali. La serotonina è implicata anche a livello dell’intestino come nella peristalsi, secrezione, vasodilatazione e nella percezione del dolore.

Nella Sindrome Fibromialgica la correlazione con problematiche legate all’alimentazione sono note e principalmente si ha: sindrome del colon irritabile, intolleranza, allergia, sensibilità al glutine, celiachia e soggetti in sovrappeso, il tutto dovuto ad un’alterazione del microbiota.

Uno studio del 2013 condotto dal reumatologo Dott. Josè Sacher ha messo in evidenza come nei soggetti affetti da dolore articolare, la composizione del microbiota sia caratterizzata dalla presenza di un particolare battere denominato Prevotella Copri. Tale batterio andrebbe a scatenare una reazione infiammatoria determinando dolore alle articolazioni; inoltre dal momento in cui la concentrazione di quel determinato microrganismo si alza, i livelli dei batteri cosiddetti buoni, come i  Bacteroides Fragilis , si abbasserebbero.

Per cercare di mantenere il più salutare possibile il microbiota, si deve cercare di agire su più fronti. Essenzialmente adottando uno stile di vita sano che comprenda non solo una vita attiva, regolare, ma anche l’acquisizione di un’alimentazione adeguata e che preveda l’introito di tutti i principi alimentari ed in modo particolare una quantità adatta di fibra derivante principalmente dal mondo vegetale e da cereali non raffinati.
La fibra ha la capacità di arrivare nell’intestino pressoché indigerita ed effettuare la propria azione benefica.
La fibra si divide in fibra solubile che resiste alla digestione nel tratto superiore dell’intestino  e viene degradata dalla microflora intestinale, andando a produrre SCFA come ad esempio: pectine, galattomannani, gomme, mucillagini e alghe principalmente presenti in: frutta, legumi, avena.
La fibra insolubile invece che assorbe acqua e funziona da agente di rigonfiamento e comprende cellulosa, emicellulosa e lignina che si ritrovano per esempio in: crusca, cereali integrali, frutta, legumi.

15978021_1883877045158512_3921872230712322378_nParticolare attenzione deve essere posta ai probiotici ed ai prebiotici che hanno un ruolo importantissimo nel mantenimento del microbiota intestinale.
Innanzitutto i prebiotici sono sostanze alimentari indigeribili che potenziano l’effetto dei microrganismi già presenti e sono fonte di nutrimento per i probiotici.
Mentre i probiotici sono microrganismi viventi attivi che sono capaci di moltiplicarsi nell’intestino, inducono una serie di meccanismi antinfiammatori e rafforzano la barriera mucosale.
Negli alimenti si ritrovano all’interno di yogurt, latticini,  formaggi fermentati, kefir, alcuni vegetali, legumi e frutta secca però la concentrazione di microrganismi vivi che arriva nell’intestino non è sufficiente a svolgere appieno l’attività benefica desiderata. Pertanto sono stati creati gli «alimenti addizionati» ed integratori farmaceutici ed erboristici.
Come consigli in ambito nutrizionale, al fine di garantire un benessere intestinale, è bene cercare di adottare un’alimentazione che preveda:
-Adeguato apporto di fibre
-Frutta e verdura assunte quotidianamente
-Limitare le proteine animali
-Ridurre i glucidi semplici
-Utilizzare Cereali Integrali/ Pseudocereali.

Inoltre si deve prestare attenzione al processo di cottura al fine di non deteriorare il prodotto e le sue caratteristiche; privilegiare la stagionalità e l’agricoltura a km 0.

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