Terapia fisiochinesica e ginnastiche dolci

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Opera di Dayana Montesano

Nell’ambito della pratica clinica ortopedica, capita spesso l’incontro con il paziente fibromialgico.

Partendo da un accurato colloquio con il paziente per raccogliere l’anamnesi e procedendo poi con uno scrupoloso esame obiettivo si potranno individuare le caratteristiche di tale quadro patologico, avendo l’accortezza di delineare anche quadri sintomatologici associati, quali artrosi, sindromi radicolari periferiche, etc che possono coesistere nel paziente e che possono necessitare di specifici provvedimenti.

A ponte con altri quadri patologici in ortopedia anche nella fibromialgia il dolore spesso limita la vita del paziente, innescando veri e propri circoli viziosi che portano al non uso delle articolazioni, creando notevoli problemi di rigidità e compromettendo anche il risultato di interventi chirurgici necessari per la cura delle altre problematiche ortopediche che vedono nell’atto chirurgico una delle principali risoluzioni.

Spesso infatti il risultato post-operatorio scarso di un’artrosi di ginocchio, sottoposta a protesizzazione, ad esempio, è correlato alla rigidità preoperatoria, cosa che può avvenire proprio in un paziente artrosico e fibromialgico.

Ecco perché nell’approccio al paziente fibromialgico nello specifico, così come spesso in molte altre patologie ortopediche è necessario un lavoro di equipe che non può prescindere dalla figura del fisiatra e del fisioterapista, che con le loro conoscenze permetteranno un recupero sia del tono che del trofismo dell’apparato muscolare al fine di migliorare il dolore, la depressione che da esso ne deriva e la disabilità del paziente con conseguente miglior qualità di vita.

Una volta effettuata la diagnosi di sindrome fibromialgica ed escluse tutte le possibili patologie a causa della sintomatologia, è fondamentale l’inizio precoce del trattamento riabilitativo, proprio per evitare l’aggravamento dei sintomi stessi e l’instaurarsi di circoli viziosi dolori-disturbi dell’umore-immobilità- dolore.

Associato ad esso le terapie farmacologiche riescono spesso a controllare il dolore e a permettere una maggiore adesione al progetto riabilitativo. Sicuramente ruolo fondamentale avrà l’esercizio fisico volto a combattere l’immobilità, causa di ipotrofia muscolare, retrazioni tendinee, rigidità articolari e posture errate, e migliorare il tono dell’umore e la tolleranza allo sforzo.

Gli esercizi supervisionati in acqua calda (idrochinesiterapia) e la balneoterapia si sono dimostrate efficaci per la riduzione del dolore e il miglioramento della qualità di vita percepita dai pazienti. In questi pazienti data la complessità della patologia è spesso sconsigliato l’approccio riabilitativo tradizionale per distretti corporei in quanto spesso le alterazioni segmentarie sono parte di uno squilibrio più generale.

Proprio per questo sono utili ad esempio approcci globali (come la Rieducazione Posturale Globale) o il ricorso alla Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura che per definizione considera l’organismo come una rete integrata e interattiva.

Ma è sicuramente un altro approccio, quello delle Terapie Mente-Corpo (Yoga, Tai Ji Quan e Qi Gong) che si è dimostrato essere ottimale nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica, queste agiscono sulla complessa relazione tra corpo-psiche-comportamenti-relazioni e riescono a sviluppare benefici che vanno ben oltre la semplice performance fisica ma si ripercuotono positivamente su dolore, affaticabilità, depressione e disagio psicologico, disturbi del sonno, tensione muscolare, alterazione della respirazione e ansia, andando quindi a migliorare la percezione dell’individuo e della propria malattia, le attività quotidiane, in una parola la qualità di vita, riducendo la disabilità.

Altri metodi utili soprattutto se integrati e personalizzati sono il Metodo Feldenkrais, il metodo Resseguier e la Riabilitazione integrata, metodiche diverse che uniscono ad esercizi semplici e controllati, un processo riabilitativo prima individuale e poi di gruppo volto alla ripresa di coscienza del proprio corpo, delle sensazioni che questo invia, ponendo una attenzione consapevole ai singoli gesti della vita quotidiana per riportarli all’equilibrio dinamico spesso perso in questi pazienti.

a cura di Dr.ssa Barbara Meoni (fisiatra) e Dr. Lorenzo Nistri (ortopedico)

One thought on “Terapia fisiochinesica e ginnastiche dolci”

  1. simona says:

    Salve vorrei sapere come prendere un appuntamento con la dottoressa Meoni a Firenze, dal momento che mi hanno detto che non fa attività privata e i tempi di attesa con il cup metropolitano sono estremamente lunghi.
    Grazie, saluti

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